Tutto nelle mani di un ipnotista


Quando le squadre collezionano una sconfitta dopo l'altra, entrando in un vortice negativo, si dà la colpa a qualche strano influsso astrale che, come una maledizione, fa apparire minuscole le porte ai giocatori, rendendoli incapaci di segnare. Accade allora che per trovare la luce in fondo al tunnel si debba ricorrere ai metodi più assurdi e disparati. Come quando nell'Aprile del 1949 i dirigenti dell'Hinckley Athletic, squadra della Birmingham Combination League, decisero che per porre fine a una serie interminabile di risultati sfavorevoli, non sarebbero bastati dei cambiamenti tattici o nella modalità degli allenamenti, ma era necessario ingaggiare un ipnotista. Non un ipnotista qualunque, ma il migliore del Regno Unito: Richard Payne. 


Il giornale locale, l'Hinckley Times, presentò il suo arrivo in città come l'evento dell'anno: "Oggi 12 aprile Richard Payne condurrà un incredibile esperimento con i calciatori dell'Hinckley Athletic. Non mancate."

Una settimana dopo avrebbero giocato contro il Bedworth Town, primo in classifica e rivale locale. Payne scelse sei giocatori fra i centrocampisti e gli attaccanti. Estrasse dalla sua giacca un orologio da taschino e iniziò a farlo oscillare dolcemente e lentamente. I prescelti si lasciarono trascinare da quel movimento costante e in breve tempo sprofondarono in uno strato di trance. A quel punto, l'ipnotista cominciò a ripetere con insistenza la seguente frase: 

"Vincerete, vincerete. Voi siete letali come Arsenio Erico sotto porta, carismatici come Obdulio Varela, forti come Gunnar Nordahl, geniali come Stanley Matthews".

Uno dei centrocampisti, convinto di aver acquisito le abilità di tutti quei campioni, afferrò un cappello poggiato per terra e, scambiandolo per un pallone, cominciò a dribblare i tifosi. Dopo averne scartati una ventina, si fermò, prese la rincorsa e con una bordata sensazionale fece volare il cappello a una distanza di circa cinquanta metri. Tutti i presenti rimasero sbalorditi e furono travolti da una sorta di estasi mistica. Il Bedworth non avrebbe avuto alcuna speranza.


Ma non era finita qua. Payne aveva previsto di comparire nello spogliatoio, prima della partita contro i rivali, per ripetere di nuovo la sua formula magica. Purtroppo i dirigenti fecero dietrofront e lo scaricarono, ormai sempre più consapevoli che servisse un nuovo portiere o un nuovo allenatore. Anche se l'ipnotista non riuscì a completare il suo progetto, l'Hinckley Times implorò tutti i tifosi di recarsi allo stadio per "valutare i risultati del più sorprendente esperimento avvenuto nel calcio".

La squadra non mostrò alcun miglioramento in campo. Il centrocampista, che durante l'effetto dell'ipnosi pensava di essere diventato un cecchino infallibile, sparò tutti i palloni in curva. L'unica cosa che centrò furono i volti degli spettatori. I difensori, anche se erano stati risparmiati dall'orologio di Payne, cascavano come frutti maturi dall'albero ogni volta che gli avversari si avvicinavano all'area di rigore. Gli attaccanti si rubavano la palla a vicenda, certi della loro trasformazione in macchine da gol. In realtà erano di una goffaggine inaudita. Il Bedworth vinse due a uno passeggiando in campo, senza mai spingere sul pedale dell'acceleratore.

L'Hinckley perse altre due partite e continuò la sua tendenza al ribasso. L'unico a rimetterci in questa storia fu l'allenatore Bobby Davidson. Qualcuno sostiene che un ipnotista fece domanda per quel posto vacante. Che fosse proprio Richard Payne?