Tutta colpa di Beckham!


Nel Mondiale di Francia del 1998 l'Inghilterra venne presentata come una possibile sorpresa. I “Three Lions” puntavano molto su due ragazzi per vincere la tanto agognata competizione: Michael Owen e David Beckham. Quell’anno la Coppa aveva discrete possibilità di tornare nella terra promessa, dopo anni di lunga assenza.


La nazionale guidata da Glenn Hoddle negli ottavi di finale si trovò di fronte l’Argentina. Dodici anni dopo la “Mano de Dios” e il Gol del secolo, i maestri tornavano a sfidare gli allievi. La ferita per gli inglesi era ancora aperta e la sola vista delle maglie dell’Albiceleste faceva ribollire il sangue nelle loro vene. Tra le due contendenti vi è sempre stato un rapporto di amore e odio. Odio per il passato, per l’ombra del colonialismo sempre presente. Amore perché gli inglesi avevano portato questo gioco bellissimo sulle rive del Río de la Plata.


Il primo tempo fu scoppiettante e finì in parità. C’erano azioni da entrambe le parti, ribaltoni improvvisi, contropiedi letali, tiri che si schiantavano contro le traverse e parate memorabili. L’atmosfera cominciò a farsi pesante. I tifosi presenti allo stadio Geoffroy Guichard sentivano il cuore in gola.

Appena iniziata la ripresa Diego Simeone, con uno spintone a metà campo, commise fallo su Beckham. Mentre Beckham era a terra, il capitano dell’argentina si appoggiò sulla sua schiena. La reazione dello “Spice Boy” non si fece attendere: ancora sdraiato, alzò il piede e colpì avversario. Simeone, con astuzia, accentuò la caduta e stramazzò al suolo come se fosse stato colpito da un proiettile. Chiaro fallo di reazione: l’arbitro mandò sotto la doccia il giocatore inglese. Beckham provò una sensazione di rabbia mischiata alla tristezza. Sentì che in pochi secondi aveva rovinato tutto. Mentre usciva dal campo accennò una risata per nascondere le lacrime.

I leoni erano ormai diventati dei gattini fragili pronti per essere divorati. Difesero il pareggio con le unghie e con i denti, ma la lotteria dei rigori si rivelò fatale e consegnò il passaggio del turno all’Argentina. Gli allievi avevano vinto senza il colpo del fuoriclasse, ma con l’ingegno. I guai però non erano finiti!

Infatti Paul Murray, proprietario di un pub, presentò al tribunale di Brighton dei documenti, dove richiedeva a Beckham un risarcimento simbolico di centrotrenta sterline.

Murray lo considerava il principale responsabile delle perdite finanziare subite dalla sua attività dopo l'eliminazione della Nazionale inglese dal Mondiale.
In un'intervista al The Sun, disse che l'espulsione dello "Spice boy" contro l'Argentina non solo costò all'Inghilterra la partecipazione al torneo, ma fece perdere anche soldi al suo locale.

Nessuno aveva più interesse nel guardare altre partite del Mondiale sul grande televisore che aveva installato.
Non sappiamo se il calciatore fu convocato dal tribunale e se mai riparò il "danno".
In ogni caso la sua carriera dopo quello spiacevole episodio, prese una piega positiva:  con il Manchester United ed il Real Madrid sollevò trofei prestigiosi.

Quanto a Murray ed alla Nazionale Inglese, ancora non sapevano che avrebbero vissuto altri anni di cocenti sconfitte...